| Nel 1948, tramite Decreto n. 358, la Chiesa Romena Unita con Roma, Greco-Cattolica, è stata messa fuori legge dallo Stato Comunista per il semplice fatto che ha rifiutato di collaborare con esso. Per questo fatto, tutti i beni materiali della medesima Chiesa sono stati confiscati dallo stato comunista ed una parte di essi, fra i quali, i locali di culto, le case parrocchiali, terreni afferenti, ecc., sono state attribuite alla Chiesa Ortodossa Romena.
I vescovi ed una parte dei sacerdoti e dei fedeli sono stati incarcerati e l’intera comunità greco-cattolica perseguitata proprio perché non volevano abbracciare la fede ortodossa.
Nel 1989, con il Decreto legge n. 9, con cui veniva riconosciuta in modo ufficiale la Chiesa Greco-Cattolica romena dallo Stato, s’era sempre sperato che esso avrebbe rimesso nel suo diritto patrimoniale la medesima Chiesa e avrebbe restituito «ad integrum» tutti i suoi beni.
In questo senso si è fatto più volte ricorso ai fori abilitati civili come: al Presidente della Repubblica, al Governo romeno, al Primo Ministro, al Ministro dei Culti e Cultura, sollecitando il diritto di restituire le chiese parrocchiali dei greco-cattolici per poter pregare in maniera degna, così come hanno pregato i suoi fedeli prima del regime comunista.
Purtroppo lo Stato romeno non si è implicato per la restituzione delle chiese parrocchiali dei greco-cattolici, ma al contrario ha assistito e tutt’oggi assista passivamente alla distruzione dei medesimi locali di culto da parte del culto ortodosso. Menzioniamo in seguito alcune antiche chiese, che sono state rivendicate dai greco-cattolici, distrutte, come: le chiese di Bagau (prov. di Alba), Baisoara, Bont, Calarasi, Ghiolt, Taga, Urca e Tritenii de Jos (prov. di Cluj), Craiova (prov. di Dolj), Homorod (prov. di Hunedoara), Vadu Izei di Maramures, Ungheni e Valea Larga (prov. di Mures), Smig (prov. di Sibiu), Badon e Solona (prov. di Salaj), ecc.
Oggi la Chiesa Greco-Cattolica romena non è seguita e perseguitata dallo stato comunista e dai servizi segreti come era all’epoca, ma ha la sua «libertà» di celebrare la Divina Liturgia sia nelle case dei fedeli, sia sotto il cielo aperto. Nonostante che siamo dei proprietari di diritto delle nostre chiese locali, non possiamo avere tutt’oggi l’accesso ad esse per il fatto che la chiesa parrocchiale ortodossa rifiuta in modo categorico ed ingiustificabile di restituire la chiesa dei greco-cattolici, preferendo così di mantenerla chiusa nelle domeniche e nelle feste in cui non si celebra la S. Messa dagli ortodossi (rispettivamente due domeniche su tre), rifiutando anche la possibilità di celebrare la S. Messa alternativamente.
In queste condizioni d’incomprensione fra il culto ortodosso e quello greco-casttolico romeno, la Parrocchia greco-cattolica di Fantanele (prov. Bistrita-N.), ha deciso di costruirsi una nuova chiesa di piccole dimensioni (cca 8m/15m, con una capacità di 90 posti), con dei costi estimati cca 232.000 Ron, (64.500 €).
Siamo coscienti di questa decisione, la quale comporta delle grandi implicazioni finanziari, lavoro e fatiche da parte dei fedeli. Ricordiamo che la pietra di fondazione è stata messa nell’autunno del 2006.
Nello stato attuale della costruzione si è riuscito di finalizzare prima fase (l’infrastruttura e quota – 0,05), tutto ciò esclusivamente tramite gli sforzi propri, essendo implicati i costi di 20.570 Ron (5.700 €).
In questo anno (2008) si vorrebbe finalizzare la seconda fase (la struttura di resistenza), con un costo estimato a 134.300 Ron (37.300 €), ma purtroppo le sostanze finanziare propri si sono finiti.
Per cui facciamo una umile preghiera verso di Lei/Voi e saremmo sempre grati al Signore se, in un modo o nell’altro, alla seconda delle vostre possibilità, sareste uniti e generosi con noi nel sostenerci in questo proposito della nostra costruzione ecclesiastica per poter gioire anche noi nel partecipare di nuovo alla S. Messa in un luogo sacro.
Nel villaggio Fantanele vivono ancora i nostri genitori e sperano tutt’oggi nel loro cuore che dopo 60 anni di persecuzioni e terrori del regime comunista possano gioire con animo grato e riconoscente al Signore di una loro chiesa greco-cattolica, in cui possano essi rendere lode e ringraziamenti al Dio vivente, che è Padre di tutti. |